«Il mio lavoro, in effetti, richiede questo: convincersi e convincere. Convincersi che un fatto è accaduto, che è accaduto in un certo modo, che è stato commesso da una persona e non da un’altra, che ha provocato proprio quelle conseguenze. Convincere che ciò che hai compreso è vero, che puoi argomentarne le ragioni, che puoi giustificare razionalmente i risultati di ciò che resta un tuo percorso interiore. Ma non è per questo che ho deciso di scrivere un libro. Qui non c’è da convincere nessuno, non c’è un percorso obbligato da seguire, non ci sono regole da osservare. L’esigenza è diversa. Forse è quella di raccontare storie, sguardi, ipotesi, conferme e disillusioni, momenti di umanità in un quotidiano che è sempre più ingessato dai ruoli. Faccio il giudice da quasi vent’anni. Ho ascoltato tanto, scritto ancora di più, ho avuto paura, mi sono commosso, ho avvertito rammarico guardandomi intorno e pensando di aver fatto poco. C’è chi dice “hai fatto tanto”, ma a me sembra sempre poco».
Il giudice del processo Spartacus – il più grande e importante atto d’accusa alla camorra – che ha condannato all’ergastolo i capi del clan dei Casalesi racconta e ricostruisce vent’anni di vita giudiziaria trascorsi nella provincia più disastrata d’Italia.
Dal sacrificio di don Peppino Diana alla camorra in “doppio petto” che si fa impresa internazionale imponendo prezzi, prodotti e ditte amiche nella realizzazione di opere pubbliche e che, nello stesso momento, ordina stragi efferate. Storie quotidiane che riempiono le aule dei tribunali e indagini complesse come quella sul clan dei casalesi, l’organizzazione criminale più temibile d’Europa. Raffaello Magi ci racconta il lavoro, le ricerche e le minacce che lo costringono a una vita “sotto scorta” e, attraverso le guerre di camorra, ci svela il mestiere del magistrato e ci accompagna “dentro la giustizia” nel vivo del suo lavoro.
Raffaello Magi
Dentro la giustizia
160 pp.
15,00 euro
978-88-8325-298-3


