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Nico Naldini č nato a Casarsa in Friuli nel 1929, poeta e saggista. Ha curato, tra l’altro, la pubblicazione delle opere di Commisso e l’epistolario di Pier Paolo Pasolini. Č autore delle biografie di Filippo de Pisis e Pasolini.
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Testimone attenta e partecipe del suo tempo, Zofia Nalkowska (1884-1954) ha assistito a tutti i fondamentali mutamenti avvenuti tra gli ultimi anni dell’Ottocento e i primi cinquant’anni del Novecento. Nata a Varsavia, autrice di romanzi oramai ritenuti dei classici (Romans Teresy Hennert, La tresca di Teresa Hennert, 1924; Granica, La frontiera, 1935; Niecierpliwi, Impazienti, 1939), è anche attenta alle novità e scopritrice di talenti: quando incontra Bruno Schulz uno dei più grandi e originali scrittori polacchi, riconosce subito il valore artistico del suo Le botteghe color cannella, ne incoraggia e favorisce la pubblicazione. Lo stesso farà con Witold Gombrowicz. Dopo la Seconda guerra mondiale, Zofia Nalkowska sentirà il dovere di farsi carico della riflessione su quello che è accaduto negli anni del nazismo: di qui, la sua partecipazione ai lavori della Commissione d'inchiesta sui crimini nazisti in Polonia, grazie alla quale ha modo di conoscere l'orrore dai racconti e dalle deposizioni dei testimoni oculari. All'incrocio tra memoria collettiva, inchiesta e narrativa prende forma Senza dimenticare nulla (1946) in cui Nalkowska raggiunge il più alto livello di perfezione stilistica in «pagine dalla prosa compatta e concentrata» che sono, come ha scritto Kazimierz Wyka, uno dei maggiori critici polacchi, «il documento di maggior valore artistico peso morale dell'opposizione della letteratura polacca contemporanea all'orrore dei campi».
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Quinto Navarra è stato cameriere di Mussolini per ventitré anni: ha visto passare dall’anticamera del duce milioni di persone, ha ricevuto le confidenze di Claretta Petacci e delle altre donne che frequentava... Conobbe Mussolini da cameriere e non da seguace.
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Martino Nicoletti (Perugia 1968) si occupa di etnografia dell’Himalaya e di storia delle religioni dell’Asia meridionale. Tra le sue pubblicazioni: La foresta ancestrale: memoria spazio e rito tra i Kulunge râi del Nepal (Milano, 1999).
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Marino Niola insegna Antroplogia dei simboli all'Università degli Studi "Suor Orsola Benincasa" di Napoli. Scrive per «la Repubblica» e «Il Mattino». Tra i suoi lavori I santi patroni (Bologna 2007), Lévi-Strauss fuori di sé (Macerata 2008), Si fa presto a dire cotto. Un antropologo in cucina (Bologna 2009).
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