Per mantenere il potere e reprimere il popolo ogni dittatura necessita di un sistema carcerario, sia esso un campo di concentramento o di lavoro. Nel primo caso il fine perseguito è l’eliminazione del prigioniero; nel secondo lo sfruttamento dei detenuti acquista una valenza economica. I campi correzionali della Cina comunista (laogaidui) esistono da oltre quarant’anni, e rivaleggiano sotto ogni punto di vista – per crudeltà, fini e numero di prigionieri – con i loro omologhi nazisti e sovietici.
Sono sopravvissuto a diciannove anni di prigionia in un campo di lavoro e avverto l’esigenza di un’indagine sui gulag nella repubblica popolare cinese perché il mondo conosce ben poco di essi: a mantenere e ispessire la cortina di silenzio, concorrono le differenze politiche e culturali tra est ovest, gli interessi strategici e il successo della propaganda a lungo termine e la segretezza del partito comunista cinese.
Spero che un giorno le autorità cinesi si decidano a rivelare al mondo la reale matura e portata del lagaidui.

Hongda Harry Wu
Laogai
I gulag di Mao Zedong
168 pp.
15,00 euro
88-8325-205-5