Due anni fa è accaduto qualcosa al bambino che tredici anni prima, uscito di sala parto, aveva immediatamente preso in consegna il mio pollice, stringendolo come fatale proprietà nel palmo della sua mano minima e grinzosa. Due anni fa ci è entrato in casa un ragazzo lungo e magro, un allampanato bucaniere con la chitarra elettrica, quarantacinque di piede e ha sostituito nostro figlio. Ricordo bene. Tutto è cominciato così. Sono le otto di domenica sera. È inverno. Guardiamo un confortante telefilm del tenente Colombo. La casa è placida. Nel buio, nostro figlio scende dal soppalco e la sua voce cala su di noi.
«Babbo?».
«Sì».
«Mamma».
«Dimmi…».
«Vi odio».

Lo tsunami dell’adolescenza che arriva inaspettato e imprevedibile e lascia senza fiato madri e soprattutto padri a lottare con l’irruenza travolgente dell’acne e delle fidanzate, della musica e degli amici.

 

 

Alessandro Schwed
Mio figlio mi ha aggiunto su facebook
192 pp.
14,50 euro
978-88-8325-277-8