Da tempo si parla con insistenza del ritorno delle religioni, un fenomeno nuovo con un retroterra antico e, forse, una reazione all’attuale crisi della democrazia, alimentata dalle tesi sullo “scontro tra le civiltà” e dalle presunte minacce materiali e culturali frutto della mondializzazione. C’è da capire se si tratta, nell’Occidente avanzato, di un nuovo patto tra politica e religione, o semplicemente di resistenza delle fedi di fronte alla trasformazione antropologica in corso. Gli autori si interrogano sulla “crisi della secolarizzazione” e sondano gli snodi di tale mutazione. Verificano i cambiamenti sulle Chiese cristiane, le religioni monoteiste, le fedi dell’Asia, dell’America, dell’Africa, in modo da tracciare una geopolitica del cambiamento. Ragionamenti che mirano anche a individuare il punto di svolta: se nella fine degli anni Settanta del Novecento, o negli anni della trasformazione degli stili di vita, del massimo disequilibrio nello sviluppo, oppure nell’apice del neoliberismo che coincide con la rivoluzione iraniana, il reaganismo, il papato di Giovanni Paolo II e la crisi dell’esperienza sovietica.
Ritorno delle fedi, crisi della secolarizzazione?
Dall’età degli estremi al nuovo millennio
A cura di Vincenzo Lavenia
240 pp.
18,00 euro
978-88-8325-271-6



